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“Colti e Mangiati” sbarca ad Expo, mercoledì 20 maggio conferenza stampa a Salerno

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“Raee e solidarietà”, consegnati i primi contenitori negli istituti scolastici di Salerno

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“Raee e solidarietà”, i bambini “supereroi” della raccolta dei rifiuti

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Progetto “Raee e solidarietà”, il 17 aprile la presentazione a Salerno

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Lo stile senza tempo e confini, “AR Italy” a colloquio con “E. Marinella”

Lo stile senza tempo e confini, “AR Italy” a colloquio con “E. Marinella”

 

Il top dell’artigianalità sartoriale italiana nel mondo, nonché riferimento internazionale nell’arte della cravatta: “AR Italy”, progetto di territorio 2.0 promosso dall’agenzia di comunicazione MTN Company, ha incontrato Maurizio Marinella, patron dell’azienda “E. Marinella” di Napoli. Stile british e tradizione, produzione ed artigianalità made in Naples tra le caratteristiche distintive dell’azienda, che il 26 giugno 2014, presso il Palazzo Reale ed il Teatro San Carlo di Napoli, ha festeggiato i suoi primi 100 anni di attività.

Uno stile senza tempo, dunque, per l’azienda che con il suo vissuto rappresenta uno spaccato di vita dell’Italia ed al contempo un’eccellenza nel settore moda a livello globale. Le tappe fondamentali del percorso imprenditoriale, i progetti portati avanti nel corso del tempo, gli obiettivi futuri, l’impegno e la gratificazione legati all’essere rappresentanti dell’italian lifestyle: queste le principali tematiche affrontate con il titolare dello storico brand partenopeo, fortemente impegnato anche nel sociale, come testimoniato dalla “vicinanza” ultraventennale all’Ospedale di Bari ed al “Santo Bono” di Napoli.

Un secolo fa suo nonno Eugenio decise di mettersi in gioco e di aprire una bottega al centro di Napoli, puntando sulla qualità e sullo stile inglese, per attrarre l’alta società napoletana. Cosa lo spinse a voler costruire un’attività così inquadrata sull’eleganza in un’Italia che stava per intraprendere una Guerra Mondiale?
«Napoli ha da sempre un’importante tradizione artigianale: scarpe, camicie, guanti e molti altri accessori tutti realizzati su misura. A quei tempi (ndr: nel 1914), alla vigilia della I Guerra Mondiale, mio nonno Eugenio decise di aprire bottega in Piazza Vittoria, sull’elegante Riviera di Chiaia. Una sorta di negozietto che coordinasse l’artigianato sartoriale, capace di coniugare lo stile inglese con la maestria sartoriale partenopea. Era l’unico a proporre, a Napoli, una vasta gamma di prodotti esclusivi provenienti da Londra. La posizione della bottega, seppur di soli 20 metri quadrati, si rivelò strategica perché davanti alla stessa passeggiava l’alta società napoletana, abituata ad indossare diversi abiti durante la giornata: uno al mattino, un altro al pomeriggio ed un altro ancora di sera. Un altro fattore decisivo fu la vicinanza alla Villa Comunale: gli spazi prossimi alla bottega divennero dei punti d’incontro dove ci si riuniva per incrociare lo sguardo delle nobildonne che arrivavano in carrozza o per vivere quell’attimo di “libidine” nel vedere una caviglia scoperta. Questi fattori, insieme all’esclusività dei prodotti british, ci accompagnò fino al periodo antecedente la II Guerra Mondiale, durante il quale il Governo impose delle sanzioni contro le importazioni dall’estero. Dopo la fine del secondo conflitto mondiale riprendemmo, poi, la tradizionale collaborazione con gli inglesi».

Per garantire e mantenere standard elevati, Eugenio Marinella fece istruire i suoi sarti dai migliori esperti del mestiere provenienti dallestero. Ad oggi, cosa viene insegnato al vostro personale per mantenere alto il nome della vostra azienda?
«All’inizio l’attività principale della bottega non era la cravatta, ma la camicia, che la faceva da padrona nel guardaroba maschile. Ogni uomo doveva avere un corredo formato, oltre che dal materiale intimo, da 12 camicie bianche e 12 camicie azzurre. Al fine di essere al top della moda e della qualità, mio nonno indusse alcuni artigiani camiciai di livello a trasferirsi da Parigi per insegnare ai suoi operai l’arte del taglio. Dalla Francia ci facemmo raggiungere anche dalle signore che dovevano insegnare come stirare tali tessuti. Oggi questi insegnamenti li perseguiamo con lo stesso spirito nei nostri laboratori, che hanno anche la finalità di riavvicinare tanti giovani agli antichi mestieri artigianali».

Alcuni dei vostri punti di forza sono la qualità dei materiali utilizzati e l’unicità di ogni cravatta. Ogni pezzo viene pensato su misura per il cliente per soddisfare ogni sua richiesta. Quanto conta essere disponibili e aperti al confronto con chi sceglie i vostri prodotti?
«Oltre ad avere una buona manualità, nei nostri laboratori trasferiamo ai giovani soprattutto l’importanza del saper sorridere, sinonimo di accoglienza ed ospitalità. La scrupolosa attenzione alla qualità delle materie prime e la curatissima fattura, ancora oggi rigorosamente artigianale, fanno della cravatta “E. Marinella” e di tutti gli altri accessori che realizziamo (dalle borse agli orologi, dagli occhiali ai cappelli, dai profumi ai foulard) il nostro segno distintivo. L’unicità dei nostri tessuti, che ancora oggi stampiamo in Inghilterra sia per tradizione che per tipica scaramanzia napoletana, consiste nel fatto che da un unico square di seta pura ricaviamo solamente quattro esemplari uguali. Un ulteriore punto di forza, che caratterizza da sempre la nostra attività, è che manteniamo ancora oggi il modo di fare commercio di una volta. E ciò ha un riscontro positivo nella nostra clientela: tutti i giorni, infatti, apriamo alle 6.30 del mattino, offrendo a chi ci viene a visitare fino alle 9.00 una saporita sfogliatella. Dalle 9.00 in poi, invece, avviene il cosiddetto commercio meccanico, che ci accompagna fino a sera».

Qual è stato l’insegnamento più importante che le ha tramandato suo nonno?
«“Si possono fare cose straordinarie partendo da Napoli, ma restando pienamente a Napoli”: è il messaggio che nonno Eugenio ha trasmesso a mio padre Luigi, che a sua volta lo ha trasferito a me. E proprio per questo nel corso degli anni abbiamo rifiutato proposte importanti che ci avrebbero portati lontano dalla nostra città».

I riconoscimenti in questi anni non sono mancati, il più importante dei quali è probabilmente l’onorificenza di Cavaliere del Lavoro. Un risultato, questo, che vi rende merito per l’ottimo lavoro svolto, ma è anche un impegno per continuare a migliorare. In questo senso, quali sono i vostri progetti per il futuro?
Più dell’onorificenza, ciò che ci gratifica maggiormente è l’essere preferiti ed apprezzati da molti personaggi mondiali: Cossiga, Rosi, Scola, Andreotti, Bill e Hillary Clinton, Ranieri di Monaco, George Bush, Vittorio Emanuele di Savoia, Berlusconi, Sarkozy, Napolitano, Carlo d’Inghilterra. Hanno tutti gradito le nostre produzioni, riconoscendole come qualitative e preziose. Quanto ai progetti futuri, abbiamo in programma una riorganizzazione aziendale e la ristrutturazione dei nostri laboratori: obiettivi di ulteriore crescita, che perseguiremo restando sempre con i piedi ben saldi per terra. La gioia più grande rimane quella di vivere il quotidiano, aprendo ogni mattino alle 6.30».

Qual è la leva del marketing, o la strategia perseguita, con la quale il marchio Marinella riesce ancora oggi a consolidarsi nel mondo dell’alta moda?
«Non seguiamo una specifica strategia di marketing, ma cerchiamo fondamentalmente di trasmettere un’altra Napoli: una Napoli che lavora, una Napoli che si sveglia alle 5.15 del mattino. Bastano pochi episodi, come l’emergenza rifiuti o il caso “terra dei fuochi”, per precipitare vertiginosamente, ma noi, nel nostro piccolo, tentiamo di comunicare l’idea di una Napoli impegnata».

Le cravatte Marinella sono famose in tutto il mondo e tanti uomini di potere le scelgono come simbolo di eleganza e sobrietà. Si può, quindi, affermare che siete degli importanti rappresentanti dell’italian lifestyle nel mondo. In base alla sua esperienza, come vengono percepiti i marchi italiani all’estero e perché gli stranieri si affidano a produttori italiani?
«Nonostante le sue note difficoltà, l’Italia gode comunque di un’ottima considerazione all’estero. E questo soprattutto per determinati settori: siamo ritenuti, infatti, i rappresentanti del gusto, della genialità e dello stile, specie nell’abbinamento di colori. Lo stile di vita all’italiana, in generale, è invidiato per i sapori, i profumi, i colori che abbracciano la nostra terra. Sta a noi tutti, ad ogni livello, riuscire a fare sistema per utilizzarli al meglio e per proporre un’Italia sempre più bella».

Clicca qui per vedere le foto dell’incontro

Per info e contatti:
MTN Company Srl, Corso Mazzini 22 - 84013 Cava de’ Tirreni (Sa). Tel/fax: 089.3122124-125; ufficiostampa@mtncompany.it - www.mtncompany.it - info@aritaly.it - www.aritaly.it

Postato da Ufficio Stampa MTN Company - Lello Pisapia e Michele Lanzetta

il 03/09/2015

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